MEGLIO DI NO

imageMai mettersi, nei pomeriggi di pioggia o di freddo,a cercare di rendere più’ ordinate la librerie. La mia casa e’ sommersa di libri, Cd, vecchi dischi a 45, 78 e 33 giri, raccolte di riviste degli anni 50 e 60, videocassette con dentro la memoria storica di tanti anni di TV e di lavoro, e cassetti pieni zeppi di fotografie. Un casino di ricordi,che bisognerebbe lasciare li’ tranquilli, senza mai aprirli. Il dramma è quando un giornalista ti telefona e ti chiede “avresti mica una foto tua e di Frizzi quando facevate Pane e Marmellata insieme?”. Certo che ce l’ho la foto, ma dove la trovo in mezzo a tutte le altre? La solidarieta’ professionale per un collega, pero’,e’piu’ forte. E allora mi siedo per terra, e comincio ad aprire album e cassetti. Mi si riversa addosso una cascata di vita mai dimenticata, un tempo infinito di momenti belli, amici, persone, biglietti d’amore, vacanze, foto paparazzate in spiaggia con il pareo e il mollettone in testa, Giulia piccola con Lola, il nostro meraviglioso pastore tedesco, che avevamo trovato legato a un palo dell’aeroporto di Torino. E poi le foto, sacre, della mia famiglia. Smetto di cercare,richiudo i cassetti, mi rialzo e vado in cucina a cercare il mio solito pacchetto di “Rodeo” da masticare…Sapendo gia’ che non bastera’ a farmi mandare giù’ il magone. Tanto, non si può’ tornare indietro. E quella vita l’hai già’ vissuta. Niente foto, gli archivi dei giornali ne saranno pieni. Mi spiace per il mio collega….

MOMENTANEAMENTE LONTANA

Ho ascoltato per caso stamattina questa canzone di Roberto Vecchioni. Chi mi conosce sa che lo amo moltissimo. Mi sento rappresentata da quello che canta, da come lo canta, da parole che ho dentro e che non riuscirei mai a tirare fuori. Lui parla il mio linguaggio, mi costringe a fare dei conti inaspettati con me stessa, mi commuove e mi aiuta a scegliere, a sognare. O a farmi male. Oggi, per un momento, mi sono sentita anche io “momentaneamente lontana”. Succede.

THE SOUND OF SILENCE

Qualche volta il silenzio e’ una compagnia che ti aiuta a sciogliere tutti i dubbi che hai dentro.Parli con lui, ti confronti con con te stessa, con quello che non ti e’ mai stato detto e avresti voluto sentirti dire e, di colpo, tutto e’ chiaro.La verita’prende forma, colori e contorni. Altre volte, come stasera, il silenzio appare solo come una specie di fuga. Domande che ti rimangono dentro, risposte che non si vogliono dare, e la musica che ti si pianta nello stomaco a ricordarti che la vita, qualche volta, e’ solo una grande bugia.

CONCERTO DI BARCHE E VENTO

Fa un freddo cane, il mare e’forza 8, inutile tentare di uscire. Il vento sembra voler sciogliere tutti i nodi delle barche ormeggiate al molo. Si sentono solo i rumori dei parabordi contro le banchine.E la foce del Tevere oggi e’senza i miei cigni. Solo qualche gabbiano sfida il cielo, volando di traverso.Mentre cercavo di fare il filmino,stavo per cadere in acqua…

DIARIO DI BORDO

Buon anno a tutti, anche se in ritardo. Ma ho passato dei giorni felici sul mare. Sul catamarano di un amico ho vissuto con amore ogni attimo di fusione con l’unico elemento che mi renda felice. L’acqua, il “silenzio” della vela, il respiro delle onde e un orizzonte che vorresti si allontanasse sempre di piu’ dalla terra. E i tramonti al ritorno, in mezzo ad altre barche che dondolavano nel canale come la nostra. E dare da mangiare ai due cigni che si avvicinavano alla scaletta, e io che scendevo sull’ultimo gradino per avvicinarmi a loro. Uno scorcio di natura che mi lasciava ogni sera senza fiato. E, una mattina, “l’incoscienza”di una vita che si e’ realizzata. Mettermi al timone della barca per andare verso il faro di Fiumicino. Un senso di libertà’ fortissimo. Respiravo forte sapendo che quello era il respiro della vita che vorrei.

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NOTTE DI NATALE

img_4140A mezzanotte ho messo Gesu’ Bambino nel Presepe.E’un bambinello antico che mi regalo’, tanti anni fa, il mio ufficio stampa di Forum.Metterlo nella mangiatoia,per me,e’ come tornare indietro nel tempo, quando il 24 dicembre mio padre si chiudeva in una stanza per prepararci l’albero di Natale e un bellissimo presepe.La carta da pacchi marrone erano le montagne, uno specchietto di mia mamma diventava un lago, e poi c’erano tante statuine che, con i pastori e i Re Magi, si dirigevano verso Giuseppe e Maria e la grotta. Gesù’ Bambino veniva messo nella mangiatoia solo a mezzanotte. Dopo che eravamo tornati dalla Messa,nel grande cortile della caserma, con le famiglie di tutti i suoi Carabinieri.Era un Natale che aveva ancora il sapore della verità’e della semplicita’.Un Natale d’amore. Ecco, li rivorrei indietro tutti, “quei” Natali. Ci sono momenti in cui le assenze diventano piu’ forti. Dove le risate non sostituiscono gli sguardi o una carezza sui capelli.Dove una tavola apparecchiata nel modo giusto, con le candele e le composizioni di melograni e noci, non sostituiscono la tenerezza di un padre e di una madre,di un pezzo di panettone nel piatto,e il profumo dei mandarini.Ma queste sono cose che capisci solo “dopo”. Oggi, il presepe di papà, lo fa Nando,mio fratello. Ogni anno gli regalo una statuina nuova. Non c’è’ mai tristezza, ma solo nostalgia. Quella che mi prende ogni notte di Natale, quando anche io metto Gesu’ Bambino nella mangiatoia.