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Stefano Bongarzone

Lui e’ Stefano Bongarzone. Un mio grande amico che ha condiviso con me un lunghissimo pezzo della mia vita professionale e privata. Per quanto io ricordi, lui c’e’ sempre stato. Ha curato spesso il “cuore”, ma anche i capelli e il benessere della mia persona. Con lozioni, profumi intensi, speziati, e un trucco leggero che non mi ha mai snaturata. Tenendo sempre conto delle mie rughe e degli anni che stavano passando. L’unica cosa su cui non siamo mai andati d’accordo, e continuiamo imperterriti a litigare, e’ il taglio di capelli. Lui mi vedrebbe meglio con i capelli corti. Ci era riuscito, una volta, a tagliarmeli cortissimi. Ma fatti da lui erano perfetti. Fatti da me, dopo la doccia, erano
assolutamente ridicoli. Mi guardavo nelle foto e in TV, e non mi piacevo. Arrivati alla mezza lunghezza, poi, erano un disastro, non sapevo mai come pettinarli . Noi donne sappiamo benissimo quanto siano importanti i capelli per arginare le nostre fragilità…Cambiamo vita e tagliamo i capelli… ricambiamo vita e vorremmo una bacchetta magica per farceli ricrescere nella notte. Infatti, da anni, ormai li porto sempre lunghi. Anche se i benpensanti dicono e scrivono che dopo la fatidica “certa età'”una donna sarebbe molto piu’ elegante con una testa corta e ordinata. A me di quello che dicono gli altri non me ne importa niente. I capelli lunghi sono una specie di copertina di Linus. Coprono i cedimenti del collo, e del viso. Ce li tiriamo davanti quando siamo di profilo. Pronte a sentirci dire, dall’insensibilità maschile, studentessa di dietro e tardona davanti. L’importante e’ che rimangano sani, lucidi, forti. Sbagliato pensare che tutti gli shampoo siano uguali, per esempio. Ci ho provato, qualche volta, in qualche albergo, a lavarli con lo stesso sapone della doccia…Il colore si ingrigisce, e sembrano stopposi e opachi come la biada dei cavalli. Stefano mi ha insegnato a domarli con una noce di emulsione che, sotto i riflettori, li rende luminosi. Devo farmi dire come si chiama, cosi’ lo potete usare anche voi⭐️

caffettiera

Non riuscire nemmeno a fare un caffè

Amo le donne che sanno apparecchiare la tavola in modo giusto, con i colori giusti, con le composizioni di fiori in tinta, e poi postano le foto su fb per sentirsi dire “ma quanto sei brava!”. A me non lo dirà’ mai nessuno. Guardate come ho ridotto la mia caffettiera per avere osato fare un semplice caffe’…. tutta bruciata, accartocciata su se stessa. L’ho messa in mezzo ai libri e ai turchesi su un ripiano della camera da letto. Mi ricorda un momento felice. Un caffe’ mai arrivato, ma un abbraccio pieno di risate

giorgia

Giorgia – Oronero

Questa e’ la prima canzone della mia play list. Il diario di bordo, per me, oltre al mare, è anche e soprattutto musica. E questa, oltre all’infinito affetto che mi lega a Giorgia da sempre, e’ una canzone per cui ho pianto. Uno di quei pianti liberatori che “dopo” ti fanno stare meglio. Grazie, Giorgia❤️