giorgia

Giorgia – Oronero

Questa e’ la prima canzone della mia play list. Il diario di bordo, per me, oltre al mare, è anche e soprattutto musica. E questa, oltre all’infinito affetto che mi lega a Giorgia da sempre, e’ una canzone per cui ho pianto. Uno di quei pianti liberatori che “dopo” ti fanno stare meglio. Grazie, Giorgia❤️

stupidit

Stupidità e intolleranza umana

Poche cose mi fanno stare male come l’intolleranza alla libertà’ di pensiero del nostro prossimo. Ne sono stata spesso vittima. Con un’aggressività’ è una violenza verbale che non sono giustificabili in quella che dovrebbe essere una società’ civili. I muri che si alzano o si abbattono sono soprattutto quelli mentali, della mediazione. Ho un fratello che e’ l’uomo che stimo di più’ proprio perche’, pur pensandola in modo diverso da me su alcune cose o persone, mi ha sempre capita e sostenuta, senza mai giudicarmi. E la stessa cosa ho fatto io con lui. La verità’ ha tante sfaccettature, non sta mai da una parte sola…. ecco perche’ due mesi fa ho scritto questo post su Fb. Non mi appartiene la censura, ma a volte si esagera con la cattiveria gratuita . “Sto pensando di cancellare tutte le persone, anche intelligenti e intellettualmente preparate, che non accettando idee diverse dalle loro, usano violenza psicologica e, permettetemi, vigliaccheria… scrivendomi regolarmente “suo padre si rivoltera’ nella tomba”. O ” chissa’ come si vergognerebbe suo padre di una figlia come lei”. Vorrei rassicurare queste persone che mio padre e’ sempre stato orgoglioso di me, e continuerebbe a esserlo anche oggi. Mi ha insegnato la giustizia “giusta”, il rispetto per gli altri, e per ogni idea diversa dalla mia. Il confronto dovrebbe essere un momento di crescita e riflessione. La mia e’ una pagina che vorrei serena, ed educata. Anche quando le vostre opinioni sono diametralmente opposte, come per il post degli auguri al Presidente Berlusconi. Quanta cattiveria gratuita ho letto. Ho parlato di lui come grandissimo imprenditore, di un uomo generoso, di una persona senza pregiudizi. La politica ha altre pagine dove poterla commentare. A casa mia, e questa pagina lo e’, pretendo rispetto e sensibilita’ per le idee di tutti”. Chiaro?

invidia

Brutta cosa, l’invidia.

Brutta cosa, l’invidia. L’atteggiamento sospettoso, livido e rancoroso di chi non
riesce ad accettare che il mondo possa essere popolato anche da milioni di altre persone più belle, più intelligenti, più giovani, più amate, più colte o empatiche di come ti vedi tu. In televisione e nella politica di gente così ne sto incontrando e sentendo tanta. Il dramma è quando inciampi in queste persone anche nella tua vita privata, nell’amicizia o sul lavoro. In quel caso è inutile, secondo me, ricorrere alle buone maniere, bisogna dare battaglia senza esclusione di colpi. Bisogna mettersi sullo stesso piano e parlare lo stesso linguaggio di chi ci si sta mettendo contro a gamba tesa. Io, per esempio, lo stavo dicendo prima a una mia amica, ho sempre avuto un grandissimo rispetto per il lavoro delle mie colleghe. Posso stimarne alcune più di altre, questo è normale, soprattutto se ne conosco il vero volto al di là di come si pongono in video. Ma la correttezza, nel mio ambiente, l’ho sempre praticata, cosa che spesso non è stata fatta nei miei confronti. Livia ha 44 anni, un percorso in un’azienda di tessuti che l’ha portata ai vertici, e una famiglia che si stava sfasciando per colpa di pettegolezzi che hanno invaso i corridoi e le “stanze” che contano. “Tempo fa è stato preso in prova da noi, come mio collaboratore, un ragazzo che ci era stato presentato dal vice direttore come bravissimo. Ed era vero. Un grande lavoratore e un professionista serio. Insieme abbiamo cominciato a rimettere le mani su situazioni che erano state lasciate andare per l’imperizia e l’incuria di alcune persone, fra cui una signorina che, appena arrivato, non gli ha fatto nemmeno varcare la porta degli uffici, che già gli aveva messo gli occhi addosso. Gli lavorava ai fianchi, si presentava tutte le mattine con ciambelle o crostatine bio sulla sua scrivania, cercava di togliermi il lavoro dalle mani insinuando che io avessi fatto carriera grazie a chissà chi, che lui era stato chiamato perché io, da sola, non ero in grado di smaltire gli arretrati, e che la direzione, con il suo arrivo, aveva deciso che la presentazione dei nostri prodotti nelle altre città dovesse avvenire in giornata, andata e ritorno, per evitare chiacchiere con pernottamenti inutili. Una continua guerra fredda, il bisogno di screditarmi, portando avanti una verità che aveva in testa solo lei. Non capivo il perché volesse farmi terra bruciata intorno. Una sera, per mettere fine a tutto questo, l’ho invitata a cena da me e mio marito. E con lei ho invitato anche lui e altri colleghi della mia azienda. Pensavo che, vedendo la mia realtà familiare, si placasse. Invece ha passato tutto il tempo a fare le foto dei commensali e della mia casa con il suo cellulare. E la mattina dopo, senza chiederci il permesso, ci ha sbattuti tutti su Facebook. Scrivendo nel post, sotto una foto mia e di mio marito, che eravamo una bella coppia, ma da tenere d’occhio. “Troppo carino il nuovo collaboratore di lei…”. Parole sue. Quello che è successo dopo mi è sembrato una specie di incubo. Mio marito, che non era mai stato geloso dei miei successi in azienda, ha cominciato a mettersi di traverso, e ogni occasione era buona per discutere. L’ufficio e i miei rapporti con i colleghi erano diventati la sua ossessione. Domande continue di cui non accettava le mie risposte. Il mio collaboratore si è sentito “accerchiato”, non ha capito i meccanismi di una rivalsa stupida contro di me, e ha preferito fare domanda presso un altro concessionario di stoffe. La “signorina” non si è resa conto della sua pochezza, e continua a comportarsi come la mia peggiore nemica. E io sento il bisogno irresistibile di mollare tutto e andarmene. Non si arriva a 44 anni con la fatica che ho fatto, da quando ero una ragazzina, per meritarmi un posto gratificante come il mio, per poi sottostare ai ricatti psicologici di una poveretta. Con il mio curriculum e la mia esperienza posso ancora trovare altro”. Certo, e lasci campo libero a lei? Ma sei matta? Forse stai attraversando un periodo di fragilità tua, che non c’entra niente con il lavoro. Ma a me sembra che tu stia facendo un incendio da un piccolo fuoco di cerino. Non è possibile che una donna giovane, intelligente e capace non sia in grado di mettere dei paletti fra se stessa e una persona disturbata. Perché è chiaro che la signorina in questione abbia necessità urgente di uno psicologo. E vogliamo parlare del tuo collaboratore, così intelligente e così bravo professionista, che lascia un’opportunità di lavoro come quella che gli era stata offerta, perché non è in grado di farsi scivolare addosso degli stupidi pettegolezzi? O non mi hai detto tutta la verità fino in fondo, o vivi in una realtà incapsulata, dove anche un “oh” prende la forza di una tempesta. Scusa, ma qualcosa, in tutta questa storia, non mi torna.

matrimonio

Si risposa la mia migliore amica

E cosi’, a fine dicembre, anche Maria Paola, la mia migliore amica, si sposa. Anzi, si risposa con il suo primo marito, il padre dei suoi figli. Un uomo piu’ grande di lei che, tanti anni fa, M.Paola lascio’ per un altro. Domandina: ma com’e’ che si risposano tutte tranne me? Gli ex vanno di moda, mi hanno detto. Ma i miei ex sono ancora serenamente sposati con donne che stimo e che conosco. Magari qualcuna di quelle che hanno avuto prima di loro le avrei volute asfaltare gia’ da un pezzo. Ma non si puo’…., sembra brutto, come diceva mia madre. Ma perche’, continuo a chiedermi, rimettersi in gioco proprio con l’ex marito? Forse perche’ gia’ ci si conosce, gia’ si e’ imparato a non sopportarsi e a limitare i danni, gia’ “si e’ dato”, come dicono a Roma. Perché e’ meglio condividere il divano e la TV con qualcuno, che mangiare da sole su un vassoio davanti alla TV, come faccio io. Ma io ho Pedro, e non devo per forza ospitarlo nel mio letto quando spengo la luce. Lui dorme sotto la panchetta ai piedi del mio letto. Anche se adesso ha cominciato a russare pure lui… Ricordo una vacanza in Corsica con un mio fidanzato. Russava talmente tanto, in modo cosi’ insopportabilmente rumoroso, che fui costretta a chiedergli di andare a dormire in un’altra stanza dell’albergo. Ero disposta a pagare qualunque cifra, pur di non sentirlo. Siccome era un signore, la pago’ lui. Però’ Pedro non mi sognerei mai di buttarlo fuori dalla camera…Tornando a Maria Paola. Dopo quasi trent’anni di separazione, un giorno di quest’estate la seconda moglie di lui passa a miglior vita. E, nemmeno una settimana dopo, questo signore richiama la mia amica per chiederle di tornare insieme. Anzi, le chiede proprio di risposarlo. 💕😂😂😂. Giusto, ho pensato. La famiglia si ricompone. Mi ha fatto tenerezza. Insieme ne abbiamo passate tante, ci siamo sempre appoggiate l’una all’altra per superare i nostri casini sentimentali e condividere dubbi e preoccupazioni quando i nostri figli erano piccoli. Un giorno e’ partita per l’estero, dietro a un uomo che non mi piaceva per niente, non mi dava nessun affidamento. Ma lei se ne era innamorata pazzamente, non c’era verso di farle cambiare idea. Neanche quando mi costrinse a fare un appostamento con lei, nel garage di lui, fino alle tre del mattino, e lo vedemmo rientrare con un’altra. Mi bruciai anche la lingua con un pezzo di pizza al taglio, mentre lo aspettavamo. Intanto, l’ex marito continuava a tenerla d’occhio anche da lontano. L’ha sempre amata, anche se si era risposato con una specie di arpia che gli teneva lontani i figli, e gli aveva fatto il vuoto intorno con i vecchi amici. Maria Paola, dopo l’esperienza bruciante con il tipo che se l’era portata dall’altra parte del mondo, e che l’aveva tradita senza ritegno con la solita ragazzina a caccia di soldi, rientro’ a Roma. Ma era uno straccio, anche se continuava a essere bellissima e corteggiatissima. Si era chiusa come un riccio, con gli aculei tutti fuori, spaventata dalla sua stessa ombra.Viveva la sua vita attraverso la mia vita. I miei successi erano anche i suoi. Era felice se ero felice io. Senza di lei non avrei mai potuto affrontare molti momenti bui. Era, e continua ad essere, la forza dell’amicizia vera. Chi fa un lavoro come il mio, di amiche ne ha poche. Grandi baci e abbracci, ma dietro c’e’ competizione, invidia, energia negativa. Ho smesso di credere da un pezzo, e credo di averlo anche scritto, alla solidarietà’ reale e disinteressata fra le donne. Soprattutto nel campo del lavoro. Quando mi ha detto “ho bisogno di un consiglio” ci siamo fatte fuori una vaschetta di gelato. Cioe’, io mi ingozzavo di Nutella al bacio, e lei parlava…Aveva il pudore di una donna adulta che capisce, all’improvviso, che e’ brutto invecchiare da soli. Che non e’ giusto non fare piu’ un viaggio o non leggere un libro, senza nessuno vicino con cui commentare o ridere. C’e’ un momento in cui gli amici non bastano piu’. (e’ vero) I figli hanno le loro vite (e’ vero). E si rimane incapsulati nelle nuove paure e nei rimpianti. Ma la mia liberta’, continuava a ripetermi, dove va a finire? E poi, non voglio dormire con lui, nella stanza che divideva con la moglie. Ma allora Ikea a che serve?, le ho risposto. Butta via tutto, ribaltagli casa, accendi la musica, ricomincia a cucinare, esci con lui a comprare i giornali la mattina, sedetevi al bar a prendere insieme un caffe’, riprendete il discorso da dove l’avevate interrotto. Chiedigli scusa per averlo fatto soffrire. E non importa quanto durera’, ma, almeno, avrai la certezza che, quello che avrai vicino, e’ l’uomo che ti ha amata tutta la vita. Non e’ da tutti, ho pensato quando se ne e’ andata. Mi e’ quasi venuta voglia di risposarmi anche io. E’ che manca la materia prima. O forse manca la voglia. Ho sempre pensato che, in fondo, ognuno di noi e’ quello che ha vissuto, ha scelto, e il prezzo che ha pagato.
Ps: si risposa in rosa fucsia