L’infinito amore fra onda e mare

Un giorno l’onda chiese al mare: “mi vuoi bene?”.
Ed il mare le rispose: “Il mio bene è così forte che ogni volta che t’allontani verso la terra io ti tiro indietro per riprenderti tra le mie braccia. Senza te la mia vita sarebbe insignificante. Sarei un mare piatto, senza emozione. Tu sei l’ essenza del mio esistere.”.
L’onda fu felice, fra le braccia del mare.
Facendo finta, ogni volta, di volare via, per dare quel senso di precarietà alle cose, che le rende più’ preziose. Ed ogni volta il mare la riprendeva, con le sue braccia grandi, per riportarla a sé.
Raccontano che in una notte in cui la luna illuminava il mondo, l’onda bianca ,lentamente, in un ballo infinito, scivolasse tra un prendersi e un lasciarsi col mare che le stendeva le braccia per poi ritirarle… facendo finta a volte di non poterlo fare, perché l’onda potesse assaporare anch’essa quella precarietà che rende le cose preziose.
L’onda ed il mare sono ancora lì, nel gioco infinito delle emozioni. E fanno finta che sarà l’ultima volta che l’onda partirà verso la terra, per non tornare più, ma poi, alla fine, è più forte su tutto il bisogno di riprendersi. Nel sogno di un bene senza fine.
(Tony Kaspan)img_3292

settimaonda

La settima onda

E’ bellissimo qui, sai?….Perché ti scrivo? Perché ne ho voglia.
E perché non voglio attendere in silenzio la settima onda.
Sì, qui si narra la storia della settima onda, l’inflessibile.
Le prime sei sono prevedibili e armoniose. Si condizionano a vicenda, sorgono una dopo l’altra, non fanno sorprese. Preservano la continuità.
Sei assalti, che appaiono così diversi se osservati a distanza, sei assalti…e sempre lo stesso obiettivo.
Occhio però alla settima onda! E’ imprevedibile…..Talvolta però fugge via.
Sempre e solo lei, sempre e solo la settima onda.
Perché è spensierata, ingenua, ribelle, spazza via tutto, gli dà un’altra forma. Migliore o peggiore? Possono dirlo solo quanti, afferrati da lei, hanno avuto il coraggio di raccoglierne la sfida, di lasciarsi incantare dalla sua malia…”
(Da La settima onda).