Ora esisti solo tu

Ma ti rendi conto amore che da quando stiamo insieme non esiste più’ una nuvola… Max Biaggi e Bianca Atzei.Per anni MAX ha fatto parte della mia famiglia. Era ed e’ uno dei migliori amici di Fabrizio. Per anni abbiamo pranzato insieme, noi davanti a un piatto di spaghetti e lui davanti a una grande insalata mista… Masticata piano, perche’ durasse di più’. Per anni abbiamo vissuto il batticuore delle sue gare, delle sue vittorie, abbiamo passato notti insonni,con il fuso orario, per vederlo vincere sulle piste di tutto il mondo. Ho avuto il coraggio di dirgli, una sera, mentre mi riaccompagnava a casa in moto, “pero’stai attento, non correre troppo”. Era dolce, il nostro grande campione.Gentile, qualche volta malinconico. Gli ho voluto e gli voglio ancora tanto, ma tanto bene. Poi, con la mia separazione da Frizzi, ci siamo persi di vista. Oggi lo rivedo felice accanto a Bianca. Sono belli, innamorati, hanno dentro un grande amore. E lei,a Sanremo, ha dedicato “solo” a lui, guardandolo negli occhi, la sua bellissima canzone.

VI AMO. VI AMO TUTTI.🌹

Stanotte e’ difficile addormentarsi. Troppo dolore, in questi giorni, in una terra, come ha detto Nicola Porro, che sembra essere stata dimenticata dallo Stato. Una terra “figlia di un Dio minore”. Guardo in TV tutta quella neve, e mi ricordo quando, da bambini, pregavamo che nevicasse con il naso all’insù’, schiacciato contro la finestra. La neve portava allegria e, quando ne cadeva molta, non andavamo a scuola. Quella stessa neve, oggi, e’ tragedia, dramma, sofferenza, lacrime, fatica fisica. Sono mani che scavano senza sosta in cerca della vita, anche se ne fosse rimasta una sola. Li vedi chiusi in spazi strettissimi per spostare blocchi di ghiaccio e detriti, e quando poi la trovano, quella vita, la tirano su con le braccia ridono con lei, l’accarezzano, la scaldano, si commuovono. Come se un po’ di quella vita salvata si trasmettesse anche a loro.E poi, a testa bassa, ricominciano a cercarne un’altra, di vita. Non si arrendono,e’ come se stessero cercando i loro, di figli. Le loro mogli, i loro amici, fratelli. Li amo tutti. Li amiamo tutti. Sono persone che, da una settimana, hanno dimenticato a casa le loro famiglie, per rimettere insieme famiglie che, forse, non ci sono piu’. Non vogliono essere chiamati eroi. Non amano parlare davanti alle telecamere. Sono li’ dopo essersi fatti, di notte, km a piedi, sugli sci, in mezzo a sentieri gia’ ghiacciati. E oggi, alcuni di loro, non ci sono piu’. Sono precipitati con un elicottero che cercava di portare in ospedale uno sciatore che si era rotto una gamba. Anche il papà di mia figlia era ufficiale elicotterista dei Carabinieri. Anche lui veniva chiamato a salvare vite in montagna. Anche lui mi parlava delle difficolta’ di volare in mezzo a nebbie che si alzavano all’improvviso, di fili dell’alta tensione che si confondevano con i costoni delle rocce, di quello strano fenomeno che accade quando hai tanto bianco intorno, si puo’ confondere la salita con la discesa. Tanti anni fa perdemmo il suo migliore amico, che Giulia chiamava “zio Gipo”. Elicotterista anche lui, quella volta ,sul mare di Genova, fu tradito da un fascio di sole che gli fece scambiare il mare per il cielo. A Giulia, di zio Gipo, giovane, biondo, allegro e pieno di vita, e’ rimasto un enorme cagnolone di peluche. Ed e’ anche a lui che penso, stasera. Solo chi ha fatto la mia stessa vita in mezzo alle divise e ai loro sacrifici, puo’ capire quello che sto provando in questi giorni. Lo ripeto. Vi amo.Vi amo tutti. E amo le vostre famiglie e le loro ansie che non vi diranno mai. Grazie.

NUOVO CINEMA PARADISO

Per me il film piu’ bello della mia vita. Ci sono sentimenti che bruciano. Nostalgia, amore, rimpianti, ricordi, attaccamento al cielo della Sicilia, i colori di una Terra che non fa sconti a nessuno, la passione per il cinema, ma, soprattutto, la struggente tenerezza per un passato che ci siamo volontariamente persi. La scena finale, con lui solo in quella sala vuota, all’interno della sua vita, anche quella vuota, che ricerca se stesso attraverso i baci “tagliati” da spezzoni di pellicola, e’l’essenza di molti di noi. Quale bacio della nostra vita avremmo voluto salvare?

IL VIAGGIO

Ci sono viaggi che addormentano l’anima. Viaggi in posti bellissimi,pieni di sole, di spiagge bianche, palme sul mare e lettini colorati. Ma che a te non dicono assolutamente niente. Zero emozioni, zero voglia di scoprirli, zero di tutto. Appartengono a troppe persone. E poi ci sono posti che agli altri non dicono niente. Ma che per te sono pietre che non riesci a scollarti dal cuore. Magari e’un autogrill dove ti sei fermata, in una notte di viaggio, a mangiare con lui un pezzo di pizza in due. O l’angolo di un paesino dove hai visto, all’improvviso, un presepe accanto a una chiesa. E lui ti ha abbracciata stretta, in silenzio, mentre tu pregavi che “quel” momento durasse per sempre.O un tramonto in un tratto di autostrada, dove magari ,adesso, non vuoi passare piu’, ma che ti e’ rimasto appiccicato al cuore. Come “quella” canzone o “quel” profumo. Ecco, questi sono i viaggi che non smetterei mai di fare. Anche se, qualche volta,solo nella mia testa. Ne ho fatti tanti anche dentro di me. E sono stati quelli meno facili. E poi ci sono quelli che faro’ domani. E saranno i piu’ belli. Perche’ i ricordi arriveranno dopo..

NOTTE DI NATALE

img_4140A mezzanotte ho messo Gesu’ Bambino nel Presepe.E’un bambinello antico che mi regalo’, tanti anni fa, il mio ufficio stampa di Forum.Metterlo nella mangiatoia,per me,e’ come tornare indietro nel tempo, quando il 24 dicembre mio padre si chiudeva in una stanza per prepararci l’albero di Natale e un bellissimo presepe.La carta da pacchi marrone erano le montagne, uno specchietto di mia mamma diventava un lago, e poi c’erano tante statuine che, con i pastori e i Re Magi, si dirigevano verso Giuseppe e Maria e la grotta. Gesù’ Bambino veniva messo nella mangiatoia solo a mezzanotte. Dopo che eravamo tornati dalla Messa,nel grande cortile della caserma, con le famiglie di tutti i suoi Carabinieri.Era un Natale che aveva ancora il sapore della verità’e della semplicita’.Un Natale d’amore. Ecco, li rivorrei indietro tutti, “quei” Natali. Ci sono momenti in cui le assenze diventano piu’ forti. Dove le risate non sostituiscono gli sguardi o una carezza sui capelli.Dove una tavola apparecchiata nel modo giusto, con le candele e le composizioni di melograni e noci, non sostituiscono la tenerezza di un padre e di una madre,di un pezzo di panettone nel piatto,e il profumo dei mandarini.Ma queste sono cose che capisci solo “dopo”. Oggi, il presepe di papà, lo fa Nando,mio fratello. Ogni anno gli regalo una statuina nuova. Non c’è’ mai tristezza, ma solo nostalgia. Quella che mi prende ogni notte di Natale, quando anche io metto Gesu’ Bambino nella mangiatoia.

“SCUSA”

Detesto tutte le cene mondane che precedono il Natale. Sono ipocrisia pura. Detesto la solidarieta’ “pelosa”,quella che organizza eventi mondani, a pagamento,per inviare il ricavato non si capisce mai bene a chi, e dove.La gente si ingozza di tutto quello che trova di commestibile sui tavoli, senza pensare che,con con quello che paga per partecipare a quel circo umano, farebbe felice una qualsiasi casa-famiglia. Ma se aiuti qualcuno di nascosto,per i fatti tuoi, poi non ti mettono il nome sul giornale,nella pagina della cronaca locale. Stasera, a una cena “normale” a casa di amici greci(quattro in tutto),e davanti a un piatto di cavatelli e ceci,ho saputo di quella bambina che, a Udine,e’ stata ricoverata in ospedale perche’non mangiava da tre giorni.Nessuno, a scuola,aveva mai capito che quella bimba “viveva” senza mangiare.La sua dignità’le impediva di chiedere,di parlare. Quella famiglia, sicuramente, non frequenta Fb o Instagram.E io non so come fare per chiederle SCUSA.img_1508