La stanza vuota

Ci sono stanze della mente e del cuore che, se le apri, ti accorgi che sono vuote. Tu credevi di averle arredate, ci avevi messo dentro quadri d’autore, tappeti, poltrone grandi, accoglienti per due, l’avevi riempita di libri, di mare, di colori e di progetti, di musiche e di quaderni dove annotavi ogni giorno un’emozione.Poi, un giorno, apri la porta e ti accorgi che li’ dietro c’e’il niente.Qualcuno, all’improvviso,si e’ portato via tutto. Ti chiedi come, quel qualcuno, fatto di vuoto anche lui, abbia potuto entrare in una stanza dove abitavi anche tu, dove c’e’ ancora il suono di una risata o di una canzone cantata insieme. Con la moka arancione, tutta bruciacchiata sul manico, per un caffe’dimenticato sul fuoco… Richiudi piano la porta di “quella” stanza e ti prometti che, la prossima volta, arrederai testa e cuore con i mobili dell’Ikea. Almeno,se te li porteranno via, non ti incavolerai, perche’ saprai in anticipo che ci avevi investito poco. Come il poco o nulla che valeva la tua “stanza vuota”.

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