MEGLIO DI NO

imageMai mettersi, nei pomeriggi di pioggia o di freddo,a cercare di rendere più’ ordinate la librerie. La mia casa e’ sommersa di libri, Cd, vecchi dischi a 45, 78 e 33 giri, raccolte di riviste degli anni 50 e 60, videocassette con dentro la memoria storica di tanti anni di TV e di lavoro, e cassetti pieni zeppi di fotografie. Un casino di ricordi,che bisognerebbe lasciare li’ tranquilli, senza mai aprirli. Il dramma è quando un giornalista ti telefona e ti chiede “avresti mica una foto tua e di Frizzi quando facevate Pane e Marmellata insieme?”. Certo che ce l’ho la foto, ma dove la trovo in mezzo a tutte le altre? La solidarieta’ professionale per un collega, pero’,e’piu’ forte. E allora mi siedo per terra, e comincio ad aprire album e cassetti. Mi si riversa addosso una cascata di vita mai dimenticata, un tempo infinito di momenti belli, amici, persone, biglietti d’amore, vacanze, foto paparazzate in spiaggia con il pareo e il mollettone in testa, Giulia piccola con Lola, il nostro meraviglioso pastore tedesco, che avevamo trovato legato a un palo dell’aeroporto di Torino. E poi le foto, sacre, della mia famiglia. Smetto di cercare,richiudo i cassetti, mi rialzo e vado in cucina a cercare il mio solito pacchetto di “Rodeo” da masticare…Sapendo gia’ che non bastera’ a farmi mandare giù’ il magone. Tanto, non si può’ tornare indietro. E quella vita l’hai già’ vissuta. Niente foto, gli archivi dei giornali ne saranno pieni. Mi spiace per il mio collega….

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