IL VIAGGIO

Ci sono viaggi che addormentano l’anima. Viaggi in posti bellissimi,pieni di sole, di spiagge bianche, palme sul mare e lettini colorati. Ma che a te non dicono assolutamente niente. Zero emozioni, zero voglia di scoprirli, zero di tutto. Appartengono a troppe persone. E poi ci sono posti che agli altri non dicono niente. Ma che per te sono pietre che non riesci a scollarti dal cuore. Magari e’un autogrill dove ti sei fermata, in una notte di viaggio, a mangiare con lui un pezzo di pizza in due. O l’angolo di un paesino dove hai visto, all’improvviso, un presepe accanto a una chiesa. E lui ti ha abbracciata stretta, in silenzio, mentre tu pregavi che “quel” momento durasse per sempre.O un tramonto in un tratto di autostrada, dove magari ,adesso, non vuoi passare piu’, ma che ti e’ rimasto appiccicato al cuore. Come “quella” canzone o “quel” profumo. Ecco, questi sono i viaggi che non smetterei mai di fare. Anche se, qualche volta,solo nella mia testa. Ne ho fatti tanti anche dentro di me. E sono stati quelli meno facili. E poi ci sono quelli che faro’ domani. E saranno i piu’ belli. Perche’ i ricordi arriveranno dopo..

NOTTE DI NATALE

img_4140A mezzanotte ho messo Gesu’ Bambino nel Presepe.E’un bambinello antico che mi regalo’, tanti anni fa, il mio ufficio stampa di Forum.Metterlo nella mangiatoia,per me,e’ come tornare indietro nel tempo, quando il 24 dicembre mio padre si chiudeva in una stanza per prepararci l’albero di Natale e un bellissimo presepe.La carta da pacchi marrone erano le montagne, uno specchietto di mia mamma diventava un lago, e poi c’erano tante statuine che, con i pastori e i Re Magi, si dirigevano verso Giuseppe e Maria e la grotta. Gesù’ Bambino veniva messo nella mangiatoia solo a mezzanotte. Dopo che eravamo tornati dalla Messa,nel grande cortile della caserma, con le famiglie di tutti i suoi Carabinieri.Era un Natale che aveva ancora il sapore della verità’e della semplicita’.Un Natale d’amore. Ecco, li rivorrei indietro tutti, “quei” Natali. Ci sono momenti in cui le assenze diventano piu’ forti. Dove le risate non sostituiscono gli sguardi o una carezza sui capelli.Dove una tavola apparecchiata nel modo giusto, con le candele e le composizioni di melograni e noci, non sostituiscono la tenerezza di un padre e di una madre,di un pezzo di panettone nel piatto,e il profumo dei mandarini.Ma queste sono cose che capisci solo “dopo”. Oggi, il presepe di papà, lo fa Nando,mio fratello. Ogni anno gli regalo una statuina nuova. Non c’è’ mai tristezza, ma solo nostalgia. Quella che mi prende ogni notte di Natale, quando anche io metto Gesu’ Bambino nella mangiatoia.

cropped-favicon.png

ANTIVIGILIA DI NATALE

Stavo pensando che non e’ normale che, in un momento in cui la maggior parte delle persone e’ in cucina a preparare il cenone per domani sera, io sia seduta sulla poltrona rossa della mia camera da letto a seguire in TV Gianna Nannini. Ad altissimo volume, e cantando con lei, come faccio da sempre ai suoi concerti.Continuando a mandare WhatsApp a Stefano Bongarzone, che condivide questa mia grande passione rock, con le parole delle canzoni che amo di piu’. Mi sopporta,anche se gli sto rompendo le scatole. C’e’ stato un anno in cui passavo in negozio da lui anche solo per ascoltare insieme “amore cannibale”.Lo so cosa state pensando…questa e’ matta!!! Forse e’ vero,ma chi ha mai detto che io sia “normale”?

IL MIO CACCIATORE DI STELLE

Lui e’ il mio “cacciatore di stelle”.Quando e’nato l’hanno chiamato Lorenzo.E io, che le notti del 10 agosto sono sempre stata con il naso all’insù’alla ricerca di una stella cadente,l’ho immediatamente soprannominato “il cacciatore di stelle”.Ama il mare come me,soprattutto d’inverno. Guarda il cielo come me. Ormai conosce quasi tutte le costellazioni. Da piccolo,al tramonto, si sedeva con me sui gradini della mia scaletta di legno, sulla spiaggia,e mi diceva che il sole si era messo il rossetto per andare a svegliare i bimbi dell’altra metà del mondo. Ci facevamo il nostro aperitivo. Lui con il succo di frutta e le patatine,e io con la sprite.Da lontano vedevamo passare le luci delle navi, e allora lui correva dentro casa a prendere il cannocchiale per controllare “quanto” fossero grandi.Pur di prolungare il nostro aperitivo sulla spiaggia mi inventavo storie di viaggi che non avevo mai fatto.Non gli ho mai detto che le isole di cui gli parlavo le avevo viste solo nei documentari di Discovery Channel. Non gli ho mai raccontato della mia paura di volare,di prendere l’aereo. Perche’voglio che lui il mondo lo conosca davvero. E non solo attraverso la televisione…E voglio che sia lui, un giorno, a raccontarmi storie che non conosco, seduti sempre su quella scaletta di legno davanti al mare.img_4121