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Lo zaino magico

Ho un nipote, Carlo ALBERTO, figlio di mio fratello Nando, che viaggia da tantissimi anni con il suo zaino in spalla. Ricordo che, dopo la laurea, ci aveva chiesto un “aiuto” per girare l’America Latina per qualche mese, prima di chiudersi in uno studio legale.Ogni volta che trovava un internet point ci scriveva per darci sue notizie.Mandava foto splendide, di mare, rocce, spazi bianchi e disabitati. Fino a quando non ha trovato una capanna sulla spiaggia, tenuta da un vecchio pescatore che viveva con un cane. C’erano tre letti per i viaggiatori stanchi, e un tavolo dove mangiare quello che lui cucinava. Il giorno di Natale Carlo ha preso una vecchia e scassatissima macchina per andare a cercare, nei dintorni, un piccolo albero di Natale. L’ha trovato. E quella notte, intorno a un tavolo apparecchiato in qualche modo sulla spiaggia, sotto le stelle, ha festeggiato un 24 dicembre con ragazzi con lo zaino in spalla come lui. Ragazzi che vorrebbero un mondo senza barriere e passaporti. Mi ha detto “Zia, guardavo i loro occhi, e mi chiedevo se li avrei mai piu’incontrati, nella vita”. Il giorno dopo ognuno di loro ha ripreso la propria strada verso un destino che li avrebbe portati lontani. Da quel momento la vita di Carlo, futuro avvocato di successo in uno studio importante e prestigioso, e’ cambiato. Ha avuto il coraggio di fare una scelta diversa. Ma sempre con il suo zaino in spalla. Ha scritto su fb….
“Questo zaino me l’aveva regalato Emilia quasi 25 anni fa, eravamo andati insieme a comprarlo a La Lanterna Sport in via Cernaia.
Da quel giorno, questo zaino mi ha accompagnato ovunque. Interrail, vacanze con gli amici, viaggi in solitaria per mesi interi etc etc etc
Mi ha fatto da cuscino dormendo in tenda sulle Ande così come nei “passaggi ponte” sui traghetti estivi. È stata una piccola sedia su cui ho aspettato per ore il prossimo bus o il prossimo benefattore che mi avrebbe tirato su in autostop. Ha viaggiato su carri bestiame, su cassoni di vecchie chevrolet e nelle stive di piccoli aerei bimotore. Durante tutti questi anni ho sempre resistito alla tentazione di prenderne uno più nuovo. Tanti i Millet o i Lowe Alpine più belli e più tecnici. Ma lui era speciale, prima di ogni viaggio serio lo portavo sempre a riparare, ricucire, “ri-impermeabilizzare”.
Ovviamente, è stato in centinaia di ostelli in tutto il mondo.
E’ quindi soprattutto colpa di questo zaino se gli ostelli sono diventati la mia passione e il mio lavoro.
In qualche modo, tutto è iniziato quel giorno di quasi 25 anni fa.

Lo scorso ottobre, poi, sono stato eletto come uno dei cinque executive member del direttivo di Famous Hostels, la più importante e prestigiosa associazione internazionale di ostelli.
Oggi a Londra c’è stata la prima riunione del direttivo. Non vedevo l’ora, ero emozionato e impaziente. Ora torno a casa entusiasta, felice e con mille progetti nuovi da seguire.
E poco importa se ho dovuto pagare e imbarcare il bagaglio pur avendo dentro solo due magliette, boxer, calze e spazzolino.
Non avrei mai potuto lasciare il mio zaino a casa in un giorno così importante, così speciale”. Orgogliosa di te,Carlo ALBERTO, uomo senza pregiudizi, e con il mondo dentro di te.

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